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Legambiente 5 misure concrete

Legambiente scrive ai sindaci delle città italiane: “La ripartenza ha bisogno di soluzioni green innovative e coraggiose per la mobilità, non restituiteci le vecchie città.”

Mobilità post COVID 19: ecco 5 misure concrete

Tutela diritti animali

Il Comune della Spezia ha istituito nel 2000, presso l'Assessorato all'Ambiente, l'Ufficio Tutela Diritti degli Animali, per agire sul fronte dell'inserimento degli animali d'affezione nel tessuto sociale della città, e su quello delle problematiche legate al randagismo, al maltrattamento, all'abbandono. L'ufficio, coordinato dalla dott.ssa Antonietta Zarrelli, risponde a segnalazioni di casi di abbandono o maltrattamento e svolge la sua importante attività in tutto il territorio della provincia spezzina.

vai al sito speziambiente

RECAPITI DELLE STRUTTURE PUBBLICHE DI SERVIZIO SUL TERRITORIO

Ufficio Tutela Diritti degli Animali - Comune della Spezia Piazza Europa, 1 - Tel. 0187 727 410 e 335 74 88 931 (solo se urgente dalle ore 14.00 alle ore 24.00)
A.S.L. n.5 spezzina - Unità Operativa Sanità Animale. L'ufficio è aperto al pubblico tutti i giorni, compreso il sabato dalle 10.00 alle 12.00, ed è sito in Via degli Stagnoni, 92 - Tel. 0187 512 112
Canile municipale - Via del Monte, località S. Venerio - Tel. 0187 980 674
Legambiente - tesseramento

Campagna Tesseramento 2020

contatta Giovanni 3275790231 - Tiziana 3334580704

Legambiente circolo di Lerici

Circolo LEGAMBIENTE Lerici

GRIS30 Gestione Rete Impresa

Il progetto si propone di:

  • fornire alle piccole e micro imprese uno strumento di gestione  per le attività commerciali  e di relazione, aumentandone  la visibilità e la capacità di azione e stimolandone la crescita economica
  • promuovere l’aggregazione e la collaborazione tra imprese, la condivisione delle conoscenze, la creazione di valore sociale attraverso un modello organizzativo a rete di tipo paritetico.

www.gris30.eu

 

La viabilità storica tra Lerici e Montemarcello

Percorsi naturali

 
di Enrico Bardellini

 
Baia a Fiascherino, Lerici (SP)
Questo studio informativo sulla viabilità storica del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra, nasce con l'intento di determinare il senso del sistema viario antico, dei sentieri pedonali e delle mulattiere della zona, con un'attenzione particolare al sentiero che dalle alture scende verso la spiaggia di Fiascherino.
Mi propongo di dimostrare che questo sentiero:
  • non è isolato ma fa parte di un complesso sistema viario;
  • appartiene a un sistema viario molto antico;
  • era connesso alle attività produttive e di sopravvivenza delle popolazioni del luogo;
  • ha un tracciato che nasce da una perfetta integrazione con il territorio;
  • appartiene a un sistema viario che non è casuale ma che era soggetto a regole non scritte;
  • appartiene a un sistema regolato dalla geometria frattale (come il territorio);
Inoltre vorrei dimostrare che:
  • l'ignoranza attuale su questa materia è causa del degrado urbanistico e architettonico;
  • il sistema viario antico della zona è in più punti stato interrotto, degradato, modificato;
  • il sistema viario antico della zona tuttavia è nel complesso ancora integro e perfettamente leggibile;
  • ulteriori interventi e più devastanti di modifica danneggerebbero il sistema in maniera molto più radicale di quanto sia stato fatto finora;
Lo studio si avvale di un metodo radicalmente diverso da quello storico, che in carenza di fonti documentarie risulta più adatto a comprendere i processi di urbanizzazione del territorio: il metodo tipologico o lettura dei "tipi" (le forme, le strutture, i percorsi, ecc…).
Analizzando direttamente l'esistente sul territorio e adottando strumenti adeguati di analisi si arriva a ricostruire le fasi di crescita del processo di antropizzazione e a capirne i meccanismi di funzionamento che sfuggono a un'analisi superficiale. A differenza del metodo storico, il metodo tipologico non è in grado di datare gli eventi ma solamente di dare una sequenza logica ai processi. Le fasi non vanno mai intese in senso temporale, ma come livelli di strutturazione antropica, cioè fasi che possono presentarsi più volte nella storia secondo un andamento di flusso e riflusso delle economie locali.

Percorsi naturali
La prima incidenza dell'uomo sul territorio è quella di attuare delle percorrenze, principalmente per raggiungerlo in modo da esercitare una qualsiasi attività, ma anche semplicemente per attraversarlo senza dover necessariamente insediarvisi. La necessità di percorrere un territorio realizza la prima strutturazione operata dall'uomo di un ambiente in via di antropizzazione. Tuttavia l'ambiente possiede già una sua strutturazione naturale legata alle condizioni climatiche della zona: monti, valli, fiumi, compluvi e displuvi.



La mappa mette in evidenza la struttura del territorio: un sistema collinare non particolarmente elevato ma del tutto simile alla grande zona appenninica che attraversa tutta l'Italia. La zona è formata da un susseguirsi di compluvi (valli), separati da linee di displuvio (crinali del sistema collinare). Le sommità delle colline (in arancio) modellano il territorio e tracciano una netta linea di displuvio: il crinale principale (in rosso), parallelo alla costa, indirizza l'acqua sui due versanti opposti, o verso il mare o verso la valle del Magra. Dal crinale principale partono perpendicolari i crinali secondari (in rosso ocra) che scendono fino alla costa. La pioggia modella la forma dei crinali, essendo le parti più alte del sistema collinare, erodendo i versanti delle colline e scavando dei bacini di compluvio dove l'acqua si raccoglie e scende a valle lungo dei percorsi (in blu). Questa strutturazione naturale si replica continuamente su scale diverse. Ciò produce delle forme ad albero, sia nei crinali, che si suddividono continuamente in rami sempre più piccoli, sia nei corsi d'acqua che partono divisi in tanti rigagnoli per poi confluire in rami e finalmente in un'unico torrente che sfocia nel mare. Questa zona non è abbastanza estesa per osservare la complessità del fenomeno, ma in zone collinari dell'Appennino più ampie si può osservare la replicazione continua di crinali derivati e il conseguente moltiplicarsi dei corsi d'acqua. Nella mappa si può vedere come il sistema dei crinali produca uno schema ad albero con ramificazioni a 2 o 3 livelli. Questo è un processo tipico della geometria frattale, la proprietà di autosomiglianza, una proprietà di ripetere sempre più in piccolo la sua forma. Si vedrà procedendo nell'analisi come questa proprietà frattale venga replicata dall'uomo nel suo sistema viario, e come l'uomo sia stato in grado di utilizzare questa strutturazione naturale.