Vivilerici (anche quando piove!)
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Punta Santa Teresa, quale futuro?

Da più di un anno, da quando è stato recesso il contratto con il Centro Velico Caprera, il sito, in concessione alla Scuola di Vela Santa Teresa Srl, partecipata al 54% dal Comune di Lerici, è abbandonato a se stesso. Punta Santa Teresa con Punta Calandrello racchiude una incantevole insenatura a ridosso del varco di levante del golfo di Spezia, fronte a terra della testata della diga foranea oggetto di progetti di insediamento turistico ricreativo di ampia portata. (progetto di riqualificazione della diga foranea). Il sito è presente in un ulteriore progetto di 'riqualificazione' che interessa il comune e la provincia di La Spezia (www.investlaspezia.it). Area pubblica, in parte demanio militare, censita nel piano regolatore del Comune di Lerici (Ambito PA.1) e soggetta a vincoli ambientali e paesagistici (sblocca Italia permettendo), offre, oltre al centro ricettivo della Scuola di Vela Santa Teresa, con circa 54 posti letto in camerata, altri due piccoli manufatti e la notevole struttura della Batteria del Forte basso tutt'ora completamente inutilizzata. La piccola baia di Santa Teresa fa da cuscinetto e da perno tra la zona industriale dei cantieri del Muggiano, le infrastrutture dell'industria del turismo della Baia Blù, il sito di  Pertusola (sito altamente inquinato da piombo, arsenico e idrocarburi) e la triste collina di Pitelli devastata dalle discariche. La baia di Santa Teresa rimane una delle poche e storiche mete e punto di accesso al mare degli abitanti di Spezia, del Muggiano, di Ruffino, S.Bartolomeo, Pitelli, Pozzuolo.

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Creare Lavoro e guadagnarci in Salute

Andare in bicicletta fa bene al cuore, alle ginocchia, ai glutei, alla schiena, alla cellulite. La bici brucia grassi, non benzina. (e per i maschietti: attenzione alla sella!). La bicicletta crea lavoro e posti di lavoro: meccanici, manutentori, venditori, accompagnatori, consegne a domicilio, osterie ecc.

LEGAMBIENTE ha misurato il valore economico del "sistema bicicletta", in termini sia di fatturato che di risparmi, in oltre 4 miliardi di Euro:

  • Euro 1.161.540.000 mercato bici, componentistica, accessori, riparazioni
  • Euro 1.054.059.446 benefici sanitari legati ad attività fisica e a conseguente riduzione sedentarietà
  • Euro 960.000.000 benefici sanitari e sociali per i bambini
  • Euro 193.180.000 benefici derivanti dalla riduzione dell'assenteismo sui luoghi di lavoro
  • Euro 94.391.611 riduzione dei costi ambientali dei gas serra
  • Euro 428.000.000 riduzione dei costi sociali dei gas serra
  • Euro 18.266.921 miglioramento della qualità dell'aria
  • Euro 12.840.000 contenimento dei danni sanitari causati dal rumore
  • Euro 127.309.788 risparmio di carburant
  • Euro 107.000.000 contenimento costi delle infrastrutture e dell'artificializzazione del territorio
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NonCicchiamoleVia!

Campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono e la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell'ambiente

L'uso di tabacco non è solo un problema di salute, è anche un grosso problema ambientale

  • Giovanni Cortelezzi

La produzione mondiale di tabacco è stata nel 2016 di 4,9 milioni di tonnellate (dati MIPAAFT 2018),  impegnando più di 4 milioni di ettari di terreno agricolo fertile.
La coltivazione di tabacco è generalmente  di tipo intensivo, modalità questa che sfrutta al massimo la capacità produttiva del terreno,  richiede grandi quantità di acqua per l’irrigazione e l’utilizzo massiccio di fertilizzanti, insetticidi, funghicidi e regolatori della crescita. Sostanze chimiche che avvelenano l’aria, l’acqua, il suolo . La continua ricerca di terreno fertile alimenta il fenomeno della deforestazione con perdita di biodiversità e frammentazione deli habitat, fenomeno in molti casi ulteriormente amplificato dalla necessità di legna- 11,7 milioni di tonnellate (rapporto OMS 2017)  - per il processo di essicamento (polimerizzazione) delle foglie. La deforestazione è una delle cause principali dei cambiamenti climatici ed è correlata al degrado del suolo o desertificazione sotto forma di erosione, della perdita di fertilità e produttività del suolo e dell'alterazione dei  cicli dell’acqua.
Nella coltivazione del tabacco - rapporto OMS 2017 – vengono sistematicamente usati pesticidi da tempo proibiti nei paesi sviluppati quali il DDT che creano seri problemi alla salute . Questi pesticidi vengono venduti senza nessuna indicazione sulla tossicità, dosaggio e modalità d’uso. Questo si aggiunge alla tossicità stessa della pianta del tabacco: la nicotina viene assorbita per contatto con le foglie bagnate direttamente dalla pelle   ed è causa della “Malattia del tabacco verde” - Green Tobacco Sickness (GTS). Nella coltivazione del tabacco viene utilizzato di frequente lavoro minorile con gravi conseguenze sanitarie, sociali ed economiche sia nel breve sia  nel lungo perioodo. (HHR dec.2018)
Insomma, i danni del tabacco cominciano ancora prima che diventi sigaretta! Il mercato del tabacco è sostanzialmenmte in mano a pochissime multinazionali che ne governano condizioni e prezzi. Un mercato che vale 764,5 miliardi, estremamente reditizzio, in grado di generare un RoE medio del 60% (Indice di redditività del capitale investito - fonte S&P 2018). In Italia le accise sulle sigarette sono il 77% del costo al pubblico. In italia ci sono 11 milioni di fumatori che spendono complessivamente 20 miliardi all'anno (Eurispes 2017)

Ma quanto costa questo redditizio mercato? L'Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, parla di 7 milioni di morti correlate direttamente al fumo di sigaretta con un costo sul sistema sanitario e produttivo di 1,4 trilioni (un trilione è un miliardo di miliardi)

15 miliardi le sigarette vendute ogni giorno nel mondo, sigarette che provocano ogni anno rifiuti tossici per  0,500 milione di tonnelate. Nelle zone urbane e costiere i mozziconi di sigarette contano, come oggetti raccolti,  per il 30-40% di tutta la spazzatura, escludendo i pacchetti e la plastica che li avvolge. L'impatto sull'ambiente è devastante. Il mozzicone è un concentrato di sostanze tossiche, ne basta uno in un litro d'accqua per fare morire un piccolo pesce (vedi la pubblicazione)(e la tavola illustrativa)

La legge italiana nr. 221/2015 entrata definitivamente in vigore il 02/02/2016 prevede sanzioni specifiche per l'abbandono di rifiuti di prodotti da fumo (articolo 40). Il 50% delle sanzioni che possono andare da 60 a 300 euro, rimane ai comuni per essere destinate ad attività e campagne informative.

L'articolo 674 del Codice penale Italiano prevede fino ad 1 mese di arresto per getto pericoloso di cose. Il quadro normativo esiste, basta applicarlo!

Delle oltre 4500 (Hoffman, 1977) sostanze presenti nel fumo e nel tabacco di sigaretta, molte delle quali tossiche, almeno una cinquantina sono sicuramente cancerogene. Molte di queste sostanze derivano dall'uso di pesticidi usati nella coltivazione, altre provengono dagli aditivi usati per migliorare il gusto e la combustione (si arriva a 800 °C). (vedi anche il rapporto ENEA 2010 sull'impatto ambientale delle cicche di sigaretta e la ricerca Tobacco and cigarette butt consumption)

Su tutto questo si innesca la campagna promossa da Legambiente Lerici #NonCicchiamoleVia!  La campagna vuole portare l'attenzione e produrre informazione sull'argomento. Esporre, negli esercizi pubblici che aderiscono, una locandina informativa e un decalogo di buone pratiche e suggerimenti per contrastare l'abbandonio e la dispersione dei mozziconi di sigaretta.

SABATO 9 FEBBARIO alle 10:30 nella sala consiliare del Comune di Lerici apertura della campagna contro l'abbandono dei mozziconi di sigaretta e inaugurazione della mstra di disegni fatti dagli studenti della scuola media di Lerici e San Terenzo

 

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Libere Disobbedienti Innamorate

Lunedì 7 Agosto ore 21:30 Arena Astoria Lerici

“Libere disobbedienti innamorate” è una finestra su un mondo israeliano-palestinese che non conoscevamo prima. Un mondo dove le donne possono bere, fumare, vestirsi come vogliono, essere avvocati di successo o dj o ingegneri. Donne che amano la vita e amano amare. Donne che giocano col proprio corpo e scoprono la sessualità. Tutto questo viene, però, pagato al caro prezzo del continuo confronto, paragone, insensato giudizio di regole obsolete che fanno fatica a cadere.
Pregno di una forza derivante solo dalla realtà, “Libere disobbedienti innamorate” ci porta nel mondo delle tre protagoniste. Non è facile essere Laila (avvocatessa di successo emancipata), così come non è semplice essere Salma (dj e barista lesbica con una famiglia fortemente tradizionalista), e non è per niente facile essere Nour (studentessa modello e con una relazione a senso unico, destinata a diventare un matrimonio senza futuro); eppure, a ogni caduta si rialzano. Non si arrendono. Combattono, pronte a mettersi contro tutto e contro tutti. Dicono no alla paura. Ed è esattamente quello che vuole trasmettere con la sua pellicola Maysaloun Hamoud. Andare ben oltre la semplice storia, ed aprire uno squarcio nella testa degli spettatori. Portare luce su una realtà molto diversa da come la si potrebbe immaginare e spingere, inspirare, sempre più giovani donne a vivere la vita come e quando piace a loro.
 

 

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Palmaria: la più grande isola della Liguria

 

Nel 1997, l’isola Palmaria (1,89 Km quadrati), insieme alle altre isole Tino e Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Dal 2007 è parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere. E' sito di interesse comunitario, SIC, identificato dalla direttiva Habitat con il preciso scopo di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio ed è parte di Rete Natura 2000. E' inserita in un'area di tutela marina per la ricchezza di specie, animali e vegetali e habitat.

Su tutto questo incombe un progetto di "valorizzazione e riqualificazione" tipicamente speculativo volto a sfruttare e degradare un patrimonio naturale, un bene di tutti. Il masterplan presentato a metà maggio di quest'anno vede l'Isola come un panettone da fare a fette. Un Progetto arido, senza sentimento, irripettoso delle identità locali, incapace di dare valore alle dinamiche di rinaturalizzazione,  incurante degli aspetti normativi e regolatorio che tutelano l'integrità e la conservazione dell'Isola.

Vedi il masterplan e la relazione tecnico-illustrativa

 Questo è lo scenario che si prospetta nel masterplan.

 

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