Legambiente 5 misure concrete

Legambiente scrive ai sindaci delle città italiane: “La ripartenza ha bisogno di soluzioni green innovative e coraggiose per la mobilità, non restituiteci le vecchie città.”

Mobilità post COVID 19: ecco 5 misure concrete

Legambiente circolo di Lerici

Ripristinare il trasporto passeggeri via mare sulla tratta Lerici-La Spezia porterebbe notevoli vantaggi per l'ambiente e la qualità della vita del nostro territorio. Mitigherebbe di molto la pressione del traffico e del disagio causato: rumore, stress per l'ecosistema, degrado - in particolare sulla SP 331, (Gozzano,Scoglietti, San Bartolomeo). Una prima azione per una mobilità multimodale a basso impatto ambientale: treno, bicicletta, traghetto. Salutare, collettiva e, in qualche modo, divertente!  Invitiamo i comuni di La Spezia e di Lerici a farsi carico di questa istanza per l'attivazione, anche in via sperimentale, della tratta, collocandosi in un disegno più ampio di integrazione del trasporto marittimo passeggeri nel sistema del trasporto pubblico.

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Legambiente - tesseramento

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Legambiente circolo di Lerici

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MEDITERRANEO

Mediterraneo vuole essere uno strumento di una città civile e libera, che si impegna a fare cultura, a partecipare allo scambio di idee, a cogliere le urgenze dell’attualità, a incontrare e ascoltare i protagonisti della vita culturale italiana, a far crescere un pensiero critico e riflessivo, a formare, d’intesa con scuole e università, le nuove generazioni.
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GRIS30 Gestione Rete Impresa

Il progetto si propone di:

  • fornire alle piccole e micro imprese uno strumento di gestione  per le attività commerciali  e di relazione, aumentandone  la visibilità e la capacità di azione e stimolandone la crescita economica
  • promuovere l’aggregazione e la collaborazione tra imprese, la condivisione delle conoscenze, la creazione di valore sociale attraverso un modello organizzativo a rete di tipo paritetico.

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MERCATINO DEL LIBRO USATO

4° EDIZIONE dal 13/6 al 30/09
SCUOLA MEDIA “P. MANTEGAZZA”
Via Gozzano/ SAN TERENZO(SP)

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LA PITTURA, L'INNOVAZIONE E LE AVANGUARDIE DEGLI ULTIMI 150 ANNI

Un percorso attraverso i due secoli che scardinarono il concetto di pittura classica, di pari passo con l'evoluzione della specie "Uomo"

Giulio Gallo - Salotto dell'arte

ERA IL TEMPO DEGLI IMPRESSIONISTI
Se la pittura ha da sempre rivestito un incarico illustrativo, dove le importanti committenze della Chiesa e della nobiltà incaricavano i più grandi maestri per tramandare le Sacre scritture o la propria immagine nel tempo ci fu un momento, un istante, una magia che fece sì che la pittura stessa venne sdoganata dai suoi compiti descrittivi per lasciare lo spazio all’improvvisazione, alla luce, a ciò che, con l’avvento della fotografia, nella metà dell’800 francese diede vita al più significativo e straordinario movimento della storia dell’arte. Quando tutto quello che sarebbe venuto dopo sarebbe stato solamente una lancetta muoversi in un quadrante schermato, senza più ragione di scandire il tempo.
Era il tempo degli impressionisti, quando uomini che vivevano soltanto la notte, seduti sui pontili della rive gauche con stivali in pelle nera immersi nell’acqua buia potevano immortalare luci ed ombre nello stesso istante, rendendo eterno un pensiero che mai più si sarebbe potuto ripetere. L’impressionismo fu il movimento pittorico che a seguito del realismo di Courbet e Millet fece sì che un quadro, un dipinto, una scena di vita quotidiana all’aperto diventassero protagonisti di una nuova espressione, per contrastare l’avvento di massa della fotografia, dando la possibilità a tutti coloro che sentivano di voler creare un segno che andasse oltre la semplice riproduzione di un’immagine di poter esprimere al meglio le proprie capacità. E aprendo al secolo che stava per arrivare una nuova strada verso ciò che presto venne chiamata Avanguardia. Nella magnificenza della Ville Lùmiere. Dove la A iniziale di arte si univa alla A finale della vita… Ma non furono soltanto i grandi nomi allora assolutamente tacciati quasi di eresia intellettuale, Monet, Lautrec, Renoir a scandire il battito di questo straordinario movimento, fu oltremodo il rivoluzionario accanimento all’innovazione, l’utilizzo di nuovi colori artificiali in commercio per la prima volta che permisero di poter dipingere en plein air, i nuovi supporti in tela che presero il sopravvento sulle pesanti tavole di faesite, impossibili da trasportare. Furono la collaborazione di mercanti d’arte dalla grande sensibilità e intelligenza artistica come Durand Ruel che organizzarono per primi le loro prime esposizioni pubbliche contro tutto e tutti i benpensanti e scarsamente colti “intellettuali” del tempo. Fu il contributo delle donne parigine disposte a tutto pur di accontentare i più straordinari predatori di Francia, concedendo loro grazie e autostima per renderli in grado di vivere al di sopra delle loro possibilità…insomma Parigi, la grande signora, colei che sotto le sue stelle vide nascere e crescere la più meticolosa ed affascinante generazione di artisti della storia fu la madre allattatrice di coloro che con i loro preziosissimi tocchi regaleranno alla storia le più straordinarie tele mai realizzate in così pochi istanti da sentirne ancora il vento muovere gli angoli. Lasciando a Maurice Utrillo il triste compito di chiuderne il cerchio, rubando l’azzurro alla neve, circuendo le pieghe delle gonne delle puttane di Pigalle, accarezzando i capelli delle bambine che rientrando da scuola lasciavano invisibili impronte sui boulevard della Ville Lumiere.
Era il tempo degli impressionisti, non lo sarà mai più.

Giulio Gallo