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Legambiente circolo di Lerici

Ripristinare il trasporto passeggeri via mare sulla tratta Lerici-La Spezia porterebbe notevoli vantaggi per l'ambiente e la qualità della vita del nostro territorio. Mitigherebbe di molto la pressione del traffico e del disagio causato: rumore, stress per l'ecosistema, degrado - in particolare sulla SP 331, (Gozzano,Scoglietti, San Bartolomeo). Una prima azione per una mobilità multimodale a basso impatto ambientale: treno, bicicletta, traghetto. Salutare, collettiva e, in qualche modo, divertente!  Invitiamo i comuni di La Spezia e di Lerici a farsi carico di questa istanza per l'attivazione, anche in via sperimentale, della tratta, collocandosi in un disegno più ampio di integrazione del trasporto marittimo passeggeri nel sistema del trasporto pubblico.

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Mediterraneo vuole essere uno strumento di una città civile e libera, che si impegna a fare cultura, a partecipare allo scambio di idee, a cogliere le urgenze dell’attualità, a incontrare e ascoltare i protagonisti della vita culturale italiana, a far crescere un pensiero critico e riflessivo, a formare, d’intesa con scuole e università, le nuove generazioni.
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Raccolta firme

Scarica la Petizione    Scarica il Modulo di raccolta firme    Collabora   Comunicato Stampa di Legambiente

Per una corretta Gestione del Verde Pubblico e Privato

LEGAMBIENTE Lerici Avvia una raccolta firme a sostegno della seguente petizione:

  • Chiediamo che il Comune di Lerici adotti un Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano redatto in conformità ai principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione, dal DLgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), dal DLgs 152/2006 (Codice dell’Ambiente) dal D.Lgs 10/2013 (Norme per lo sviluppo delle aree verdi urbane ) dalla Convenzione Europea del Paesaggio, e dall’Agenda2030 dell’ONU.
  • Il patrimonio vegetale è una componente strutturale del paesaggio e, come bene comune, va tutelato in relazione all’indiscutibile valore per l’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi. Va tutelato per l’igiene dell’aria, dell’acqua e del suolo, per il benessere delle persone che in questi territori abitano, vivono e lavorano, per le ricadute sociali, ricreative, culturali e didattiche, ed anche economiche come valore intrinseco del nostro territorio.
  • Chiediamo dunque che il Comune di Lerici inserisca il “Piano Comunale del Verde” come strumento strategico nella pianificazione urbanistica locale, per una ampia e corretta attuazione della Dlgs 10/2013, per il disposto costituzionale, per gli impegni presi in sede di Unione Europea e ONU.
  • Chiediamo che i processi progettuali, decisionali e di controllo avvengano con la partecipazione attiva di singoli cittadini, delle parti sociali e dei gruppi di espressione della società civile.

 

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Lerici lungomare Vassallo

La Sovraintendenza sospende il taglio dei pini sul lungomare

  • Giovanni Cortelezzi 02/12/2022

Da alcuni giorni gira voce dell’imminente abbattimento di 9 (NOVE) conifere che caratterizzano il lungomare lericino tra i due pontili. Si apprende che l’abbattimento sarebbe funzionale ad un ipotetico quanto sconosciuto progetto di riassetto dei giardini pubblici di Lerici. Nella relazione agronomica di questo progetto definito “Manutenzione straordinaria del lungomare Vassallo” (relazione del 10/10/2022) si fa riferimento ad un altro ipotetico quanto altrettanto sconosciuto progetto di “riqualificazione architettonica dei giardini” che prevede l’abbattimento delle nove conifere d’alto fusto per fare posto a un secondo “parco giochi” a prescindere dallo stato di salute e stabilità delle piante.

Un provvidenziale quanto repentino intervento della Sovraintendenza - l’area interessata è soggetta a vincolo paesaggistico di insieme - ha immediatamente bloccato i lavori di taglio, chiesto ragguagli sulla consistenza dei progetti e la predisposizione di una indagine strumentale sulla stabilità delle piante interessate (nella relazione agronomica la valutazione era stata fatta “ad occhio”).

Tra gli alberi destinati all’abbattimento è compreso il magnifico cipresso esotico, esemplare segnalato al Ministero come albero monumentale, figura centrale del piccolo “bosco urbano” che separa il passeggio lungomare dal parcheggio delle moto.

Proprio nel marzo di quest’anno sono entrate in vigore le modifiche apportate alla nostra Costituzione in materia di tutela dell’ambiente. Nei Principi Fondamentali, all’art.9 “… La Repubblica …  tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, è stato aggiunto “tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” (compresi i passeracei che nidificano sugli alberi e nei cespugli). Nella parte “Diritti e doveri dei Cittadini”, l’articolo 41 è stato così modificato “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. … “. Costituzione alla quale si deve prestare esplicito giuramento, quando, con mandato di rappresentanza, si accede, pro tempore, ad amministrare la cosa pubblica.
Tra i beni, materiali e immateriali, che costituiscono il patrimonio pubblico e collettivo, il verde urbano, pubblico e privato, ne è parte importante. Del verde urbano la componente arborea è la parte più significativa per il suo valore paesaggistico, storico, culturale, sociale e ambientale.
Gli alberi costituiscono un sistema vivente in continua evoluzione che va considerato e rispettato e che richiede una costante attività di monitoraggio, manutenzione, valorizzazione e tutela.
Tale gestione deve tenere in debita considerazione sia la sicurezza dei cittadini sia l'opportunità di mantenere inalterate le capacita bioecologiche, funzionali, paesaggistiche e ornamentali dell’insieme arboreo, rispettando le aspettative, gli interessi e la salute di tutta la collettività.
Questo ultimo fatto mette in luce, nel migliore dei casi, scarse sensibilità e cultura nella gestione del verde pubblico. Per questo LEGAMBIENTE Lerici ha iniziato una raccolta di firme con la quale si chiede al Comune di dotarsi di un Piano Comunale del Verde come strumento strategico e di un Regolamento del Verde come strumento operativo in modo da dare una ampia e corretta attuazione al disposto normativo e legislativo nazionale. LEGAMBIENTE Lerici chiede anche che tali processi, progettuali, decisionali e di controllo avvengano in modo trasparente e con la più ampia e attiva partecipazione dei cittadini, delle parti sociali, delle associazioni.

 

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Lerici panomramica sul Castello

Cura e gestione del patrimonio arboreo cittadino

  • Giovanni Cortelezzi 08/10/2021

Una gestione armoniosa del verde cittadino per una Lerici più sana e più vivibile

Numerose sono le funzioni del verde urbano da quella ecologica, ambientale, salutistica e protettiva a quella sociale, ricreativa, culturale e didattica, e, non ultima, quella economica come valore intrinseco del territorio. Abbiamo la fortuna e il privilegio di essere in un parco naturale e di avere zone speciali di conservazione, ZSC, con flora e fauna di eccezionale valore naturalistico. Lo stesso stemma di Lerici espone un rigoglioso leccio.
Il patrimonio arboreo del nostro comune costituisce una parte predominante del verde urbano per il suo valore paesaggistico, storico, ambientale e come tale fortemente identitario dei luoghi e della cultura. Differenziato per specie, età, dimensione, il patrimonio arboreo cittadino rappresenta un organismo vivo che cresce e si modifica costantemente, un sistema complesso che necessita di una costante attività di osservazione, cura, tutela e valorizzazione in tutti i suoi aspetti sia funzionali sia eco-sistemici (regolatore del clima locale, mantenimento della qualità dell'aria, abbattimento del rumore, regolatore del ciclo dell'acqua, mantenimento della stabilità del suolo, creazione di habitat idonei alla conservazione della biodiversità ...)
Abbiamo bisogno degli alberi per avere città più sane, più attrattive, più belle, più vivibili e meglio tenute risparmiando sulla spesa. Abbiamo bisogno degli alberi per ridurre il rischio di catastrofi, conservare la biodiversità, per avere attività agricole sane e un ambiente confortevole. La gestione sostenibile dell'ambiente è una delle priorità assolute per le politiche internazionali, nazionali e locali e quindi per ogni singolo cittadino che sempre più si sente e si deve sentire coinvolto direttamente nei processi di gestione dell'ambiente in cui vive.
A livello internazionale la normativa si è evoluta rapidamente sulla spinta delle varie conferenze internazionali, Stoccolma 1972 sull'ambiente umano, Rio de Janeiro 1992 – Agenda 21 ambiente e sviluppo, Kyoto 1997 – COP3, Johannesburg 2002 – sviluppo sostenibile, Parigi 2015 - COP21, la recente Agenda2020 dell'ONU del 2015, i Piani pluriannuali di Azione Ambientale (PAA) dell'Unione Europea.
A livello nazionale con il nuovo assetto costituzionale (legge 3/2001) allo Stato viene data la competenza esclusiva sulla tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali (Art.117) La normativa nazionale si articola sulla legge 152/2006 il c.d. Codice dell'Ambiente continuamente aggiornato e la legge 10/2013 "Norme per lo sviluppo delle aree verdi urbane" unico ed importante punto di riferimento per affrontare il problema della gestione del verde urbano. Nell'ultima legge di bilancio (178/2020) viene istituita, a sostegno della normativa in vigore, la "Fondazione per il futuro delle città", con una cospicua dote finanziaria, finalizzata all'incremento del verde urbano.
E' in questo contesto che le amministrazioni locali, anche i piccoli comuni come Lerici, si devono muovere mettendo ordine e competenza nella gestione del verde urbano, sia pubblico che privato. E' necessario e urgente per uno sviluppo armonioso del nostro territorio che negli strumenti di pianificazione strategica venga inserito il "Piano Comunale del Verde", procedendo da subito con il censimento del patrimonio arboreo e arbustivo, è necessario che nei capitolati sulla manutenzione del verde, e non solo, vengano rispettati i criteri ambientali minimi, CAM, come prescritto nel codice degli appalti. E' necessario e urgente promuovere un'attenta politica del verde che incida positivamente sull'ecosistema urbano, stimoli la socialità, migliori la qualità degli spazi pubblici, e, in generale la qualità di vita della Comunità.

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Navi e Motori

  • Giovanni Cortelezzi 14/02/2021

Qualche settimana fa, passeggiando lungo le colline, godendo del paesaggio in una delle poche giornate di sole che hanno inframezzato questo lungo periodo di pioggia, ho contato, ferme nel golfo, cinque navi da crociera con i loro comignoli fumanti che, con la brezza, portano verso terra il loro carico di monossidi, perossidi e impalpabili pulviscoli. Scorrendo l’ultimo rapporto annuale della Federazione Europea Trasporti e Ambiente (T&E), con brevi interpolazioni si deduce che queste grandi navi consumano, da ferme, una media di 5-6 tonnellate all’ora di carburante, nafta o gasolio che sia. Leggevo giusto in questi giorni di un amministratore locale preoccupato dei fumi di quattro piccoli motori fuoribordo in dotazione ai barchini che fanno il servizio stagionale agli ormeggi nella rada di Lerici. Giusta considerazione, facilmente risolvibile, se si vuole, con propulsori elettrici e magari cogliere l’occasione per migliorare il servizio. Colpisce però la drammatica incompetenza nella valutazione del rischio incompetenza che si riverbera poi nella mancanza di azioni a tutela della natura, dell’ambiente e del paesaggio.
Abbiamo a che fare, quotidianamente, con le grandi e piccole conseguenze del cambiamento climatico. Fatti molto spesso drammatici con danni economici ingenti alle cose, all’ambiente e con numerose perdite di vite, anche umane. L’ultimo rapporto Global Climate Risk Index pone, nel periodo 2000-2019, l’Italia al 22mo posto con 20 mila morti e 30 miliardi di danni, con una tendenza di crescita del 9%. In ogni parte del mondo, così come nel nostro golfo, si presentano fenomeni meteorologici che per intensità continuiamo a chiamare estremi ma che per frequenza stanno diventando la norma. Nelle previsioni di un recente studio di ENEA, presentato nel 2019 agli amministratori locali, si parla di un innalzamento del livello del mare, nel golfo di Spezia, di 30 centimetri entro il 2050 e oltre il metro entro il 2100. In questo scenario viene riproposto un progetto di pontili galleggianti nato con i criteri di trent’anni fa, rimaneggiato e imbruttito nel tempo, e, in piena crisi sanitaria con i risvolti economici e sociali che conosciamo, a tale progetto viene pure data una priorità quasi assoluta. Ce n’è bisogno? Il rapporto annuale del MIT (Ministero Infrastruttura e Trasporti) sulla nautica da diporto registra, per la Liguria, un indice di affollamento dei posti barca disponibili del 74%, più che accettabile!  Le premesse non sono buone. In questi anni abbiamo visto fallire nel nostro Comune la tanto decantata politica di residenzialità, il piano strategico sulla gestione dei rifiuti arenarsi in dispute legali, abbiamo visto depauperare il patrimonio arboreo, un salutare boschetto di pini, unico nel suo genere e fondamentale componente di paesaggio urbano, lasciare il posto ad una spettrale e anonima piazza. L’icona di Lerici, il Castello, lasciato senza cura. Ci viene presentato un progetto che prevede una fila di gabinetti vista mare praticamente in piazza, la copertura con pontili galleggianti di un terzo della rada, e, in mare, più di quattromila tonnellate di corpi morti in cemento, un colpo di grazia all’ecosistema urbano e marino di Lerici.
In territorio comunale abbiamo il distretto di Pertusola/Muggiano, a ridosso della diga foranea, riguardo al quale il Piano Urbanistico Comunale tutt’ora vigente prevede un utilizzo turistico, ricreativo e di servizio compresa la creazione di un porticciolo. A questo si somma l’acquisizione, con il federalismo demaniale, dell’area dei Pianelloni e Santa Teresa. Perché non se ne parla?

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Pontili? No Grazie!

  • Tiziana Cima 09/02/2021

Attualmente Lerici  si affaccia su una rada (perchè appunto trattasi di rada, non porto) piccola e gradevolmente vissuta , dove coesistono attività diverse per funzione e  tutte di contenute dimensioni: il mercato del pesce, i relativi pescherecci, i servizi a terra per le barche, i 2 piccoli pontili per i traghetti, il pontile del circolo Erix, anch'esso limitato nella lunghezza e così via.  Il risultato è una notevole piacevolezza del luogo, la cui varietà di elementi costituisce quel mosaico prezioso per il paesaggio e la vita della comunità.
Purtroppo negli anni le barche in mare sono aumentate a dismisura, e per risolvere il problema invece di affrontare la concreta riduzione del numero di gavitelli, si mette mano ai famosi pontili
Se ne  parla almeno da 30 anni, ma se finora erano rimaste parole  questa amministrazione pare  decisa a realizzarli, in nome “dell'ordine e della razionalizzazione” degli spazi.
Ed ecco  che verranno posizionati pontili per centinaia di metri, per ospitare un terzo delle barche ora a gavitello, 420 su 1200.   La foto,riveniente dal progetto presentato al Comune un anno fa, mostra bene la  sproporzione tra le dimensioni del Castello e l'enormità del progetto .  A ciò si aggiungano 8 cabine per  i servizi igienici,  previsti sulla scogliera tra i due attuali pontili dei vaporetti, proprio fronte mare.
Per l'ancoraggio, sono previsti 4160 tonnellate (ripeto 4160 ton) di corpi morti in cemento, che ridurranno ulteriormente il ricambio d'acqua, già ora ridotto a causa dell'insabbiamento progressivo. 

La densità di barche davanti al cuore del paese  creerà un intenso traffico di persone  dove già ora insiste la fermata del bus, il mercato settimanale, lo spazio per passeggiare.    
Inoltre la comodità della barca al pontile, servita di acqua e luce, farà sì che molte di quelle più grandi verranno utilizzate come “seconde case” , e poiché la maggior parte della flottiglia italiana è vecchia e non dotata di serbatoio per le acque nere, si può immaginare cosa diventerà lo specchio di mare dove ora si può ancora andare a fare un bagno.

Altro punto:

nonostante le 4160 tonn.di corpi morti, non è affatto certo che ad una libecciata forte (ed a causa del  cambiamento climatico se ne prevedono sempre di più) non si producano cospicui danni , per cui è lecito ipotizzare magari ulteriori rinforzi di sicurezza tipo diga frangiflutti che chiuderà definitivamente la rada.
Ma veramente la comodità di 400 proprietari di barca vale lo snaturamento di un borgo che finora in qualche modo ha mantenuto il suo fascino?
Moltissimi cittadini esprimono il loro dissenso ( compresi proprietari di barca, consapevoli della rovina del paesaggio ) attraverso una raccolta firme ancora in corso organizzata dalla Soc. Marittima e Legambiente Lerici.

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Parcheggio alla rotonda di Lerici, uno spot elettorale

  • G.Cortelezzi 16/09/2020

Leggiamo di idee e proponimenti, esposti con l’enfasi tipica della campagna elettorale, di dotare la Città di Lerici di parcheggi sotterranei un po’ ovunque. Progetti senza una manifesta strategia di riferimento e soprattutto senza alcuna analisi dei reali bisogni dei cittadini e nessuna analisi di prospettiva sulle richieste di mobilità in termini di servizi e di infrastrutture. La pandemia da COVID-19 ha drammaticamente e velocemente cambiato bisogni e abitudini che già premono sugli attuali assetti sociali e economici. Pressione che si amplificherà anche già nel breve periodo. Ne vediamo gli effetti con la didattica a distanza, il lavoro da casa, la mobilità individuale condivisa (auto, scooter, biciclette elettriche, monopattini), pressione che interesserà in modo sempre più evidente anche e forse soprattutto l’assetto urbano (servizi alle persone, negozi e servizi di prossimità, più casa meno ufficio, più natura, più spazio pubblico e luoghi di socialità). Si stanno affacciando, anche nel settore turistico, le nuove generazioni del 2000 che portano valori, modelli e comportamenti nuovi e innovativi. Come prepararci? Ritengo che Lerici abbia innanzitutto bisogno di cura per quello che è e così come è! Una cura che deve partire dagli spazi pubblici e condivisi, che devono essere puliti, gradevoli, fruibili, amabili ed amati. Una cura che deve rispettare e valorizzare la storia dei luoghi e delle persone che la animano, del suo patrimonio culturale della sua capacità di accogliere ed ospitare.
Pensare di stravolgere questi luoghi con progetti invasivi, aprire cantieri che popoleranno le strade di camion e betoniere per anni con polvere e rumore, gonfiandosi il petto con le parole e svuotando l’anima dai sentimenti, è fuori dal tempo. Le auto non guardano le vetrine! Riempire il centro cittadino di automobili e soffocare la rada con pontili galleggianti è uno scenario da terminal turistico non da viva, sana e accogliente città costiera. Togliere spazi ai giochi dei bambini, alle amichevoli relazioni degli anziani, alle innumerevoli connessioni sociali che un fresco lungomare generosamente offre è un fallimento sociale ed economico.

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Palmaria: la più grande isola della Liguria

 

Nel 1997, l’isola Palmaria (1,89 Km quadrati), insieme alle altre isole Tino e Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Dal 2007 è parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere. E' sito di interesse comunitario, SIC, identificato dalla direttiva Habitat con il preciso scopo di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio ed è parte di Rete Natura 2000. E' inserita in un'area di tutela marina per la ricchezza di specie, animali e vegetali e habitat.

Su tutto questo incombe un progetto di "valorizzazione e riqualificazione" tipicamente speculativo volto a sfruttare e degradare un patrimonio naturale, un bene di tutti. Il masterplan presentato a metà maggio di quest'anno vede l'Isola come un panettone da fare a fette. Un Progetto arido, senza sentimento, irripettoso delle identità locali, incapace di dare valore alle dinamiche di rinaturalizzazione,  incurante degli aspetti normativi e regolatorio che tutelano l'integrità e la conservazione dell'Isola.

Vedi il masterplan e la relazione tecnico-illustrativa

 Questo è lo scenario che si prospetta nel masterplan.

 

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NonCicchiamoleVia!

Campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono e la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell'ambiente

L'uso di tabacco non è solo un problema di salute, è anche un grosso problema ambientale

  • Giovanni Cortelezzi

La produzione mondiale di tabacco è stata nel 2016 di 4,9 milioni di tonnellate (dati MIPAAFT 2018),  impegnando più di 4 milioni di ettari di terreno agricolo fertile.
La coltivazione di tabacco è generalmente  di tipo intensivo, modalità questa che sfrutta al massimo la capacità produttiva del terreno,  richiede grandi quantità di acqua per l’irrigazione e l’utilizzo massiccio di fertilizzanti, insetticidi, funghicidi e regolatori della crescita. Sostanze chimiche che avvelenano l’aria, l’acqua, il suolo . La continua ricerca di terreno fertile alimenta il fenomeno della deforestazione con perdita di biodiversità e frammentazione deli habitat, fenomeno in molti casi ulteriormente amplificato dalla necessità di legna- 11,7 milioni di tonnellate (rapporto OMS 2017)  - per il processo di essicamento (polimerizzazione) delle foglie. La deforestazione è una delle cause principali dei cambiamenti climatici ed è correlata al degrado del suolo o desertificazione sotto forma di erosione, della perdita di fertilità e produttività del suolo e dell'alterazione dei  cicli dell’acqua.
Nella coltivazione del tabacco - rapporto OMS 2017 – vengono sistematicamente usati pesticidi da tempo proibiti nei paesi sviluppati quali il DDT che creano seri problemi alla salute . Questi pesticidi vengono venduti senza nessuna indicazione sulla tossicità, dosaggio e modalità d’uso. Questo si aggiunge alla tossicità stessa della pianta del tabacco: la nicotina viene assorbita per contatto con le foglie bagnate direttamente dalla pelle   ed è causa della “Malattia del tabacco verde” - Green Tobacco Sickness (GTS). Nella coltivazione del tabacco viene utilizzato di frequente lavoro minorile con gravi conseguenze sanitarie, sociali ed economiche sia nel breve sia  nel lungo perioodo. (HHR dec.2018)
Insomma, i danni del tabacco cominciano ancora prima che diventi sigaretta! Il mercato del tabacco è sostanzialmenmte in mano a pochissime multinazionali che ne governano condizioni e prezzi. Un mercato che vale 764,5 miliardi, estremamente reditizzio, in grado di generare un RoE medio del 60% (Indice di redditività del capitale investito - fonte S&P 2018). In Italia le accise sulle sigarette sono il 77% del costo al pubblico. In italia ci sono 11 milioni di fumatori che spendono complessivamente 20 miliardi all'anno (Eurispes 2017)

Ma quanto costa questo redditizio mercato? L'Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, parla di 7 milioni di morti correlate direttamente al fumo di sigaretta con un costo sul sistema sanitario e produttivo di 1,4 trilioni (un trilione è un miliardo di miliardi)

15 miliardi le sigarette vendute ogni giorno nel mondo, sigarette che provocano ogni anno rifiuti tossici per  0,500 milione di tonnelate. Nelle zone urbane e costiere i mozziconi di sigarette contano, come oggetti raccolti,  per il 30-40% di tutta la spazzatura, escludendo i pacchetti e la plastica che li avvolge. L'impatto sull'ambiente è devastante. Il mozzicone è un concentrato di sostanze tossiche, ne basta uno in un litro d'accqua per fare morire un piccolo pesce (vedi la pubblicazione)(e la tavola illustrativa)

La legge italiana nr. 221/2015 entrata definitivamente in vigore il 02/02/2016 prevede sanzioni specifiche per l'abbandono di rifiuti di prodotti da fumo (articolo 40). Il 50% delle sanzioni che possono andare da 60 a 300 euro, rimane ai comuni per essere destinate ad attività e campagne informative.

L'articolo 674 del Codice penale Italiano prevede fino ad 1 mese di arresto per getto pericoloso di cose. Il quadro normativo esiste, basta applicarlo!

Delle oltre 4500 (Hoffman, 1977) sostanze presenti nel fumo e nel tabacco di sigaretta, molte delle quali tossiche, almeno una cinquantina sono sicuramente cancerogene. Molte di queste sostanze derivano dall'uso di pesticidi usati nella coltivazione, altre provengono dagli aditivi usati per migliorare il gusto e la combustione (si arriva a 800 °C). (vedi anche il rapporto ENEA 2010 sull'impatto ambientale delle cicche di sigaretta e la ricerca Tobacco and cigarette butt consumption)

Su tutto questo si innesca la campagna promossa da Legambiente Lerici #NonCicchiamoleVia!  La campagna vuole portare l'attenzione e produrre informazione sull'argomento. Esporre, negli esercizi pubblici che aderiscono, una locandina informativa e un decalogo di buone pratiche e suggerimenti per contrastare l'abbandonio e la dispersione dei mozziconi di sigaretta.

SABATO 9 FEBBARIO alle 10:30 nella sala consiliare del Comune di Lerici apertura della campagna contro l'abbandono dei mozziconi di sigaretta e inaugurazione della mstra di disegni fatti dagli studenti della scuola media di Lerici e San Terenzo

 

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Fondali Puliti 2018

Domenica 27 Maggio, dalle 9:30 alle 13:30 - al Molo di Lerici

Al molo di Lerici, domenica 27 maggio, giornata Europea del Mare (European Maritime Day), allo storico incontro di “Fondali Puliti”, volontari e  studenti della scuola media di Lerici e San Terenzo e alcuni ragazzi della comunità “i Numeri Primi” gestita da Serinper, con i ricercatori di CNR-ISMAR e i volontari di Legambiente Lerici che coordineranno le operazioni, procederanno alla documentazione,  catalogazione e conteggio del materiale recuperato. Veri “cittadini scienziati” alla difesa dell’ambiente, del mare e alla protezione del nostro patrimonio naturale.
Al pontile del Circolo della Vela ERIX, dalle 9:00 alle 11:00, il semi-sottomarino NEMO, sostenitore del progetto  “MarePulito”, offrirà piccoli giri gratuiti agli studenti e ai volontari, che, oltre ai bei fondali, potranno vedere e segnalare eventuali rifiuti in mare.
MarePulito” , promosso e coordinato da Legambiente Lerici e CNR-ISMAR di Pozzuolo, è un progetto in corso con la scuola meda di Lerici e San Terenzo, che ha portato studenti ed insegnanti ad azioni sul campo, assieme a scienziati e ricercatori, al fine di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del grave problema della presenza crescente di rifiuti, specialmente plastica, in ambiente marino.
“Fondali Puliti” storica iniziativa del Circolo Sub Lerici, anche quest’anno raccoglie numerosissime adesioni. Un centinaio di sub, provenienti da diverse regioni d’Italia, coadiuvati da imbarcazioni di appoggio,  ripuliranno il fondale antistante il molo. La sezione  lericina di LNI, Lega Navale Italiana, che, con il Circolo Sub,  ne cura l’organizzazione,  in collaborazione con il Comune di Lerici, Circolo della Vela ERIX, CNR-ISMAR, Legambiente Lerici, e altre associazioni locali,  offriranno ai partecipanti spaghetti con i muscoli del Golfo. Per l’occasione ACAM Ambiente ha predisposto i contenitori per la corretta raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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Palmaria Giardino Botanico

Sabato 10 Marzo 2018, dalle 15:00 alle 20:00 nella Sala Consiliare del Comune di Portovenere

Organizzato da Laboratorio Palmaria, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Grasp the Future,  un incontro di studio e proposta per un giardino botanico naturalistico di terra e di mare, un'alternativa ecologica per la tutela della nostra meravigliosa isola. Partecipano all'incontro patriocinato dal Comune di Portovenere Marco Scajola (da confermare) Assessore all’urbanistica Regione Liguria, Matteo Cozzani Sindaco di Portovenere, Vincenzo Tinè (in via di definizione) Sovrintendente regionale ai beni paesaggistici, Elisabetta Piccioni Segretariato ligure Mibact, Stefano Ciafani Direttore Generale Legambiente, Roberto Cuneo presidente regionale ligure Italia Nostra.

Ore 15,00 Benvenuto e Presentazione Laboratorio Palmaria - Sindaco di Portovenere , Matteo Cozzani
Ore 15,15 La Palmaria , Giardino del Golfo
• senso e contenuti delle proposta
• il patrimonio insediativo
• il patrimonio naturalistico
• per un Contratto di Isola, ecologico e partecipato (Introduzione a cura del Laboratorio Palmaria)
Ore 15,45  La corretta gestione di un'Area Marina protetta: il caso di Portofino- verso il parco nazionale - Giorgio Fanciulli Direttore Area Marina protetta Portofino
Ore 16,00  Palmaria, un’isola è un paesaggio strategici per la Liguria, il Golfo,la popolazione - Annalisa Maniglio Calcagno - Professore emerito di Architettura del Paesaggio - Università di Genova
Ore 16,15 L’avifauna della Palmaria : cosa fare (e non fare) per proteggerla - Paolo Canepa, Lipu La Spezia
Ore 16,30 Le Fortificazioni Militari nel Giardino della Palmaria - Saul Carassale, Associazione dalla Parte dei Forti
Ore 16,45 LA Palmaria nel Golfo, Un processo partecipativo, da attivare e propagare - nell’ambiente e nella città del Golfo - Marco Grondacci Giurista ambientale
Ore 17,00 Palmaria e 5 terre, un sistema naturalistico congiunto - Patrizio Scarpellini Direttore Parco Nazionale delle 5 terre
Ore 17,15 I paesaggi delle aree fragili, un sostegno dalla Convenzione Europea del Paesaggio - Christiana Storelli Co-redattrice della Convenzione Europea del Paesaggio - Consiglio d’Europa
Ore 17,45 Tavola rotonda finale:
Oltre la contestazione : il Progetto , l’Alternativa Ecologica del Giardino di Terra e di Mare.- può divenire una strategia vincente?

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Creare Lavoro e guadagnarci in Salute

Andare in bicicletta fa bene al cuore, alle ginocchia, ai glutei, alla schiena, alla cellulite. La bici brucia grassi, non benzina. (e per i maschietti: attenzione alla sella!). La bicicletta crea lavoro e posti di lavoro: meccanici, manutentori, venditori, accompagnatori, consegne a domicilio, osterie ecc.

LEGAMBIENTE ha misurato il valore economico del "sistema bicicletta", in termini sia di fatturato che di risparmi, in oltre 4 miliardi di Euro:

  • Euro 1.161.540.000 mercato bici, componentistica, accessori, riparazioni
  • Euro 1.054.059.446 benefici sanitari legati ad attività fisica e a conseguente riduzione sedentarietà
  • Euro 960.000.000 benefici sanitari e sociali per i bambini
  • Euro 193.180.000 benefici derivanti dalla riduzione dell'assenteismo sui luoghi di lavoro
  • Euro 94.391.611 riduzione dei costi ambientali dei gas serra
  • Euro 428.000.000 riduzione dei costi sociali dei gas serra
  • Euro 18.266.921 miglioramento della qualità dell'aria
  • Euro 12.840.000 contenimento dei danni sanitari causati dal rumore
  • Euro 127.309.788 risparmio di carburant
  • Euro 107.000.000 contenimento costi delle infrastrutture e dell'artificializzazione del territorio
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Firma la Petizione per il ripristino del trasporto marittimo paseggeri sulla tratta Lerici- La Spezia

Navigazione nel Golfo dei Poeti

Tariffa agevolata per i residenti in provincia di Spezia

Anche quest'anno la Cooperativa Navigazione Golfo dei Poeti attua, per i residenti nella provincia di La Spezia,  tariffe agevolate sulla tratta La Spezia – Porto Venere, La Spezia – Palmaria,  Lerici - Porto Venere, senza nessun onere per le amministrazioni pubbliche.

  • La Spezia - Porto Venere 5 Euro Andata e Ritorno
  • La Spezia - Palmaria 9 Euro Andata e ritorno
  • Lerici - Porto Venere 8 Euro Andata e Ritorno

>>> Guarda gli orari >>>


Interessante e condivisibile l'iniziativa che però mette in evidenza come Lerici e i suoi borghi, non vengano considerati destinazione di flussi turistici organizzati. Arrivando via mare il borgo e il paesaggio collinare si presenta suggestivo (e fotografabile), molto più del viaggio  traballante e sofferente (e delle visioni lungo la SP 331, p.e. il social house di Muggiano, ex mobilificio Maggiani ), che offre l'autobus o il viaggio in auto. La tratta via mare Lerici-La Spezia integrata nel piano di mobilità casa-lavoro /casa scuola aprirebbe orizzonti nuovi di efficenza e gradevolezza. Transiti serali potrebbero alimentare iniziative vivificanti le noiose serate fuori stagione, stimolando progettiualità e iniziative. Insomma dai, sosteniamo la proposta!

Firma la Petizione per il ripristino del trasporto marittimo paseggeri sulla tratta Lerici- La Spezia

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Collaborazione? Cooperazione? Comunità?

Giovanni Cortelezzi

ViViLerici è un progetto del 2009 - In questi anni ho cercato di tenere vivo, in qualche modo, il sito, pubblicando quello che potevo, divertendomi (non lo nego) ma il più delle volte rubando tempo al lavoro e allo svago. Da più di un anno non pubblico più niente. L'idea iniziale di creare una comunità, rappresentativa e caratterizzata, della società lericina si è arenata in mille difficoltà e incomprensioni. Rilancio l'appello (con una certa leggerezza e umiltà): a qualcuno interessa formare una piccola redazione capace di raccogliere le istanze, i segni, le relazioni del nostro comune Comune?

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Last Updated on Friday, 25 November 2016 08:57
 
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Punta Santa Teresa, quale futuro?

Da più di un anno, da quando è stato recesso il contratto con il Centro Velico Caprera, il sito, in concessione alla Scuola di Vela Santa Teresa Srl, partecipata al 54% dal Comune di Lerici, è abbandonato a se stesso. Punta Santa Teresa con Punta Calandrello racchiude una incantevole insenatura a ridosso del varco di levante del golfo di Spezia, fronte a terra della testata della diga foranea oggetto di progetti di insediamento turistico ricreativo di ampia portata. (progetto di riqualificazione della diga foranea). Il sito è presente in un ulteriore progetto di 'riqualificazione' che interessa il comune e la provincia di La Spezia (www.investlaspezia.it). Area pubblica, in parte demanio militare, censita nel piano regolatore del Comune di Lerici (Ambito PA.1) e soggetta a vincoli ambientali e paesagistici (sblocca Italia permettendo), offre, oltre al centro ricettivo della Scuola di Vela Santa Teresa, con circa 54 posti letto in camerata, altri due piccoli manufatti e la notevole struttura della Batteria del Forte basso tutt'ora completamente inutilizzata. La piccola baia di Santa Teresa fa da cuscinetto e da perno tra la zona industriale dei cantieri del Muggiano, le infrastrutture dell'industria del turismo della Baia Blù, il sito di  Pertusola (sito altamente inquinato da piombo, arsenico e idrocarburi) e la triste collina di Pitelli devastata dalle discariche. La baia di Santa Teresa rimane una delle poche e storiche mete e punto di accesso al mare degli abitanti di Spezia, del Muggiano, di Ruffino, S.Bartolomeo, Pitelli, Pozzuolo.

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