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Mediterraneo vuole essere uno strumento di una città civile e libera, che si impegna a fare cultura, a partecipare allo scambio di idee, a cogliere le urgenze dell’attualità, a incontrare e ascoltare i protagonisti della vita culturale italiana, a far crescere un pensiero critico e riflessivo, a formare, d’intesa con scuole e università, le nuove generazioni.
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  • fornire alle piccole e micro imprese uno strumento di gestione  per le attività commerciali  e di relazione, aumentandone  la visibilità e la capacità di azione e stimolandone la crescita economica
  • promuovere l’aggregazione e la collaborazione tra imprese, la condivisione delle conoscenze, la creazione di valore sociale attraverso un modello organizzativo a rete di tipo paritetico.

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L'ISTAT mette a disposizione i dati ufficiali più recenti sulla popolazione residente nei Comuni italiani derivanti dalle indagini effettuate presso gli Uffici di Anagrafe

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oltre lerici
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Palmaria Si Masterplan No

Da valutare:

1. PTCP - Piano Territoriale di coordinamento Paesistico della regione Liguria https://www.regione.liguria.it/homepage/territorio/piani-territoriali/piano-territoriale-di-coordinamento-paesistico.html

2. PUC Portovenere (nessun documento)

http://www.comune.portovenere.sp.it/c011022/po/search.php?q=piano+urbanistico+comunale&search-image.x=8&search-image.y=5

3. PCT Piano territoriale della costa

https://www.regione.liguria.it/homepage/territorio/costa-e-demanio-marittimo/piano-della-costa.html

4. Meccanismi di compatibilità Parco e Regione (piano del Parco? Rete Ecologica, Core Area, Parco Marino )

5. Enti preposti e sovraordinari (strumenti vigenti, disamina situazione)

6. MIBACT, è stata fatta un programma di valorizzazione dei beni demaniali?

7. UNESCO --> Francesca Riccio (beniculturali.it)

MIBAC Segretariato Generale Servizio I - Coordinamento Ufficio UNESCO, Via del Collegio Romano 27 - 00186 Roma

 

 

 

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Parchi Ambiente Eco-nomia Eco-logia

 

Rapporto ISPRA Consumo di suolo http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici.-edizione-2018

Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio_immagini/Galletti/Comunicati/snsvs_ottobre2017.pdf

Agenda 2030 https://asvis.it/agenda-2030/

http://www.sd-network.eu/

https://www.eea.europa.eu/countries-and-regions

https://www.legambiente.it/ecomafia-2019-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambientale-in-italia/

http://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2018/08/strategie-regionali-per-lo-sviluppo-sostenibile

http://www.ambienteinliguria.it/lirgw/eco3/ep/linkPagina.do?canale=/Home/010svilupposostenibile/010liguriasost

Requisiti di Governance(nazionale)-necessità di integrazione delle politiche settoriali nel frameworknazionale-necessità di cooperazione istituzionale-strategie  diverse,  necessità  di  capire  la  priorità  e  la  modalità  per  focalizzarsi sulla sostenibilità-necessità  di  un  coinvolgimento  politico  forte  (ministero  ambiente-politiche  ambientali sono spesso viste come limitanti)-necessità di integrazione dell’Agenda 2030 nella legislazione 

 agroecologia

http://www.fao.org/news/story/it/item/1113664/icode/

http://datatopics.worldbank.org/sdgatlas/

http://datatopics.worldbank.org/sdgatlas/

https://asvis.it/goal15/home/482-3170/sdgs-e-desertificazione-due-atlanti-ci-aiutano-a-capire-la-situazione#

 

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Palmaria: la più grande isola della Liguria

 

Nel 1997, l’isola Palmaria (1,89 Km quadrati), insieme alle altre isole Tino e Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Dal 2007 è parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere. E' sito di interesse comunitario, SIC, identificato dalla direttiva Habitat con il preciso scopo di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio ed è parte di Rete Natura 2000. E' inserita in un'area di tutela marina per la ricchezza di specie, animali e vegetali e habitat.

Su tutto questo incombe un progetto di "valorizzazione e riqualificazione" tipicamente speculativo volto a sfruttare e degradare un patrimonio naturale, un bene di tutti. Il masterplan presentato a metà maggio di quest'anno vede l'Isola come un panettone da fare a fette. Un Progetto arido, senza sentimento, irripettoso delle identità locali, incapace di dare valore alle dinamiche di rinaturalizzazione,  incurante degli aspetti normativi e regolatorio che tutelano l'integrità e la conservazione dell'Isola.

Vedi il masterplan e la relazione tecnico-illustrativa

 Questo è lo scenario che si prospetta nel masterplan.

 

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Biosfera e Habitat

La biosfera è l'insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali consentono lo sviluppo della vita. Da non confondere la biosfera con l'ecosfera che rappresenta l'insieme delle zone della Terra in cui le condizioni ambientali consentono la formazione e lo sviluppo degli ecosistemi (insieme di fattori biotici (viventi) e abiotici (non viventi))

eco-bio-sfera

venus.unive.it/miche/cicli_ecosis/0002.htm

 

L'Habitat http://vnr.unipg.it/habitat/cerca.do 

Habitat è un termine che deriva dal latino “abitare”, e indica il complesso delle condizioni ambientali in cui un organismo vive. L’habitat  considera l’interazione tra aria, acqua e suolo. In esso vengono incluse l’atmosfera fisica e le comunità di piante e animali che la occupano.

 

Comunque si osservi la biosfera, ci si rende conto delle grandi diversità che la caratterizzano: fiumi, laghi, mari e oceani, deserti, pianure, montagne, prati e foreste. Un insieme variegato ed eterogeneo.

 

macro-habitat

Osservando più da vicino ci accorgiamo che questi ambienti presentano grandi diveristà al loro interno. In un prato, in un bosco o in una città,  nel mare e negli oceani, è possibile individuare luoghi diversi popolati da una propria comuntà. I luoghi abitati da organismi viventi si chiamano HABITAT.

Ma quanti sono, come sono distribuiti e come possono essere rappresentati l'insieme degli organismi viventi, animali e vegetali, presenti sulla Terra?

Faggeta-Vetusta-di-Aschiero

facciamo una piccola divagazione

Agli inizi del secolo scorso (1920) lo scienziato Vladimir Ivanovich Vernadsky cercò di valutare quale fosse, in termini quantitativi, la massa di tutti gli esseri viventi. Un anno più tardi lo zoologo Reinhard Demoll introdusse per la prima volta il termine biomassa per indicare la quantità di sostanza costituita da organismi viventi.

 

Biomassa

la biomassa è la massa di sostanza costituita da organismi viventi. Viene espressa come peso secco  per unità di volume.

Per avere un'idea di come è distribuita la materia vivente sul nostro pianeta facciamo riferimento ad uno studio del giugno 2018 pubblicato sul sito PNAS (Proceeding of the National Academy of Siences USA) vedi articolo

La massa complessiva delle piante rappresenta l'82,54% degli organismi viventi, vengono poi i batteri con il 12,84% e i funghi con il 2,20%. Gli animali, tutti gli animali complessivamente sono solo lo 0,37% della biomassa totale.

 Per curiosità vediamo da chi è composto la biomassa animale (lo 0,37% della massa degli organismi viventi)

Gli Artropodi (animali con esoscheletro e diverse paia di zampe: insetti, granchi ecc..) la fanno da padroni con il 41,86%, seguiti dai pesci 29,30% e dai molluschi 8,37. Noi UMANI siamo solo il 2,51% della biomassa analimale e lo 0,011% dell biomassa totale

 

 

 Qui i dati dello studio pubblicato da PNAS

 

PINAS June 19, 2018 - The biomass distribution on Earth

 

1 Giga Ton = 1000000000 Ton (un miliardo)

La produzione primaria di biomassa negli oceani è stimata in 48,5 Gtons Carbonio/anno (NPP Net Primary Production) Sulla terraferma è stimata in 56,4 Gt C/Anno.

Noi umani + Animali di allevamento + pesci di allevamento rappresentiamo circa l'8% del mondo animale il consumo stimato di biomassa annuale è stimato in 15,6 Gt C equivalente al circa il 3% della biomassa totale e circa il 25% delle NPP terrestre.

Per la pesca si stima un consumo di 6,3 Gt C/anno pari al 13% del NPP marino. L'aumento dell'appropriazione umana della produzione primaria globale ha sproporzionato la pressione ecologica sulle altre forme di vita in particolare su animali di grossa taglia e predatori.

A questo si aggiunge il consumo di combustibili fossili (105TWh/anno equivalenti che convertiti in base all'emissione di CO2 fanno circa 10,3 Gt C) prodotti in centinaia di milioni di anni dda biomassa degradata. Questo porta il consumo di carbonio umano al 30% del NPP.

Il sistema alimentare è una delle fonti principali dell'appropriazione della produzione primaria. Il sistema alimentare deve diventare meno intensivo nel consumo di carbonio (spechi, cambio delle diete, tipologie di allevamento, miglioramento della salute umana)

 

archaea, protists, arthropods, cnidarians, nematodes

 

cosa tiene legati tutti questi organismi viventi

 

  • In ambiente naturale gli organismi viventi interagiscono tra loro a vari livelli: dalle relazioni trofiche delle catene e delle reti alimentari, ai rapporti di competizione intraspecifica ed interspecifica, fino alle simbiosi. Quest'ultima modalità di interazione ci ha incuriosito particolarmente, in quanto ci è stato spiegato che i casi di cooperazione in natura sono la regola, non l'eccezione!
  • Simbiosi: questo termine (dal greco syn = insieme e bios = vita) indica i vari tipi di relazioni consociative, non solo di natura trofica, che si possono instaurare tra membri di specie diverse.
  • Gli organismi di specie diverse interagiscono tra loro: in alcuni casi si viene a determinare la condizione per cui una specie viene sopraffatta da un’altra (è la situazione estrema di esclusione competitiva); in altri si può avere una convivenza. Le modalità e gli effetti delle interazioni tra individui appartenenti alla stessa specie o a specie diverse sono molto vari; citiamo qui di seguito solo i principali esempi, senza la pretesa di essere esaustivi:
  •          Mutualismo, in cui trovano beneficio entrambi i membri della simbiosi. Importanti interazioni mutualistiche esistono tra animali e protisti: vari coralli, per esempio, ottengono la maggior parte dell’energia da protisti fotosintetici che vivono all’interno dei loro tessuti; anche i licheni rappresentano un esempio significativo di simbiosi mutualistica, talmente stretta da risultare ormai praticamente inscindibile. All'Elba abbiamo incontrato poi la caratteristica simbiosi tra Paguro e Attinia, in cui il primo si avvantaggia dei tentacoli urticanti della seconda, mentre l'Attinia, individuo bentonico, può godere della possibilità di movimento del Paguro.  
  •          Commensalismo, in cui solo uno dei due partner trae vantaggio dalla convivenza, mentre l’altro non sembra avere nessun beneficio, ma neanche alcun danno. L'esempio più classico è quello dell'associazione tra Afidi e formiche:queste ultime ottengono dagli afidi un secreto zuccherino, mentre questi ultimi non ne ricavano nè benefici nè danni (ma forse una generica protezione)  
     
    •  
  •         Parassitismo, si riferisce a quella relazione nella quale uno dei membri trae beneficio a danno dell’altro. Di norma il parassita è molto più piccolo del proprio ospite e non lo uccide. I parassiti vivono sul corpo dell’ospite o all’interno di esso, danneggiandolo: temporaneamente, per lo più solo per nutrirsi, periodicamente, in determinati stadi del loro sviluppo, o permanentemente. Esistono anche i parassitoidi, che provocano sempre la morte dell’ospite.  Esempi di parassitismo ci vengono dalle zecche, dalle pulci, da vari tipi di funghi, dalla Tenia (endoparassita anche dell'intestino umano); citiamo in particolare l'Ipocisto (Cytinus ruber), una pianta parassita incontrata all'Elba, che trae il proprio nutrimento dalle radici dei numerosi Cisti elbani, e che ha stimolato in noi la curiosità di conoscere qualcosa in più sui complessi rapporti tra le specie viventi.  
  •           Predazione, che si ha verifica quando gli individui di una specie vivono usando come alimento quelli di un’altra specie che uccidono. Questo rapporto è chiamato preda-predatore. Un predatore utilizza raramente un solo tipo di preda dato che disporre di scelte alimentari limitate è una condizione svantaggiosa.

(oxythyrea funesta su tordylium apulum (scarabeo cetoniella su ombrellino pugliese))

Ma torniamo ai al tema principale

Habitat e microHabitat

Veniamo ai luoghi abitati dagli organismi viventi, gli aHabitat appunto. Un habitat è il luogo le cui caratteristiche fisiche e ambientali possono permettere ad una data specie di vivere, svilupparsi,riprodursi garantendo un livello di qualità di vita che può variare in base alle condizioni climatiche e alle dinamiche demografiche della popolazione di una o più specie (vedi manuale italiano di interpretazione degli habitat)

Scoiattolo-800x450

  • Gli habitat sono costituiti da fattori fisici e fattori biotici. I fattori ambientali fisici che differenziano gli habitat includono suolo, temperatura, variazioni di luce e livelli di umidità. Le influenze biotiche comprendono l'accesso al cibo e la mancanza o la presenza di predatori.
  • Mentre alcuni organismi hanno condizioni molto specifiche in cui possono prosperare, altri sono stati trovati in grado di sopravvivere in varie condizioni ambientali.
  • Esistono diversi tipi di habitat:
  • Gli habitat terrestri includono tutte le zone ecologiche con foreste, in genere comprese foreste pluviali, deserti e praterie. Sono ulteriormente suddivisi nelle strutture delle piante (come alberi ed erba), il tipo di foglie, ad esempio larghe o foglie di aghi, e la spaziatura delle piante come la savana oi boschi.
  • Gli habitat di acqua dolce sono costituiti da fiumi, laghi, paludi e stagni. Del 3% di acqua della Terra che è fresca, solo 0.014% è sulla superficie sotto forma di fiumi, paludi e laghi.
  • Gli habitat marini sono l'ambiente degli oceani. C'è una carenza di informazioni sulla vita marina in quanto le profondità dell'oceano non sono state ampiamente esplorate e studiate.

Gli habitat cambiano nel tempo, a volte solo le condizioni o l'intero ambiente di vita.

I cambiamenti sono causati da fattori naturali come terremoti, esplosioni vulcaniche o eventi causati dall'uomo come il fuoco selvaggio, il taglio degli alberi e il prosciugamento delle paludi. Questi cambiamenti potrebbero portare ad una maggiore predazione, alla lotta per le risorse e all'introduzione di parassiti e malattie.

 

 

  • Un microhabitat è una parte più piccola dell'habitat che possiede condizioni fisiche specifiche che favoriscono un organismo. Questi microhabitat variano in base all'esposizione alla luce, alla temperatura, all'umidità e alla circolazione dell'aria, tra gli altri fattori.
  • Un esempio di tali variazioni può essere visto nella differenza tra i licheni che crescono sopra un masso e quelli che crescono sotto la roccia. Per i licheni, un piccolo movimento di 2cm potrebbe significare un cambiamento nelle sue condizioni fisiche che potrebbe minacciarne la sopravvivenza.
  • Esistono diversi tipi di microhabitat in un bosco, ovvero foreste di conifere, boschi aperti, foreste a foglie larghe, radure e radure, cortecce lisce, legno marcio, cortecce danneggiate, tettoia e strato di arbusti, tra molte altre varianti. Più diversificata è la struttura di un albero, più microhabitat sono presenti in quell'albero. La stessa specie di un albero può fornire diversi microhabitat a cose viventi a causa della differenza di caratteristiche come la presenza di correnti, piste, pendenze, aree deselezionate e abbattute tra le altre caratteristiche.
  • Il microhabitat di un organismo parassita è la parte specifica della pianta, sia all'interno che all'esterno dell'organismo. Alcuni parassiti si evolvono a causa di cambiamenti del ciclo di vita che richiedono quindi diverse specie ospiti e condizioni per sopravvivere in fasi diverse. Un tale esempio è il verme piatto che si trova nelle acque saline nel sud-est degli Stati Uniti, è poi ospitato da una lumaca, che è seguita dai gamberetti di vetro. L'ultimo microhabitat è un pollo o un mammifero che mangia i gamberetti.

 

(cervo volante)

 L'habitat è un concetto a più livelli, applicabile alle popolazioni di una regione fino al livello di una singola comunità. L'adattamento ha prodotto nel tempo forme biologiche e genetiche diverse in grado di trarre il massimo vantaggio dalle condizioni ambientali presenti.

 

Catalogo microhabita degli alberi

 

 

Alberi più vecchi d'italia https://ilbolive.unipd.it/it/news/alberi-degni-nota-quattro-giganti-millenari-sud

i più vecchi al mondo https://www.treedom.net/it/blog/post/i-5-alberi-viventi-piu-antichi-del-mondo-448

l'albero più alto al mondo https://it.wikipedia.org/wiki/Hyperion_(albero)

 

 

 

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Reati Ambientali

La L. 68/2015 ha inserito nel Codice Penale (Libro Secondo) un nuovo Titolo, il VI-bis, interamente dedicato ai delitti contro l’ambiente. Le nuove fattispecie di reato previste sono le seguenti:

    Inquinamento ambientale
    Disastro ambientale
    Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività
    Impedimento del controllo
    Omessa bonifica  

Inquinamento ambientale

Ai sensi dell'art. 452-bis) C.P., è sanzionato con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000, chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

Sono previste delle aggravanti di pena nei seguenti casi:

    quando l'inquinamento sia prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico,ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette (v. art. 452-bis, ult. Comma);
    in caso di morte o lesioni personali (tranne nei casi in cui si determini una malattia di durata inferiore a venti giorni) come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (v. 452-ter C.P).

Sono previste invece diminuzioni di pena:

    nel caso in cui i fatti siano commessi per colpa (v. art. 452-quinquies, co. 1);-e, ulteriormente, nel caso in cui da tali condotte colpose derivi soltanto il pericolo di inquinamento ambientale (v. art. 452-quinquies, co. 2).
     

Disastro ambientale

Ai sensi dell’art. 452-quater) C.P, fuori dai casi previsti dall’art. 434 (disastro innominato), è sanzionato con la reclusione da cinque a quindici anni chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale,definito, alternativamente, come:

    l’alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema;
    l’alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali,
    l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

Sono previste aggravanti di pena nel caso in cui il disastro sia prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette (v. art. 452-quater, ult. comma)

Diminuzioni di pena sono previste, invece, nel caso in cui i fatti siano commessi per colpa (v. art. 452-quinquies, co. 1);- e, ulteriormente, nel caso in cui da tali condotte colpose derivi il pericolo di disastro (v. art. 452-quinquies, co. 2).


Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività

Ai sensi dell’art. 452-sexies) C.P., salvo che il fatto costituisca più grave reato, è sanzionato con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000, chiunque abusivamente cede,acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività.

Aggravanti di pena sono previste nel caso in cui dal fatto derivi:

    pericolo di compromissione o deterioramento delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna;
    pericolo per la vita o per l’incolumità delle persone.

 

Impedimento del controllo

L’art. 452-septies) C.P., salvo che il fatto costituisca più grave reato, sanziona con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti.


Omessa bonifica

L’art. 452-terdecies) C.P., salvo che il fatto costituisca più grave reato, sanziona con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 80.000, chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un’autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o recupero stato dei luoghi.
 

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Ministero dell'ambiente

Istituto superiore della sanità - Interferenti endocrini

Ispra - istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

The economics of ecosystems & biodiversity

Convention on Biological Diversity

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2015 - anno internazionale dei suoli

Campagna Regionale di Informazione e Sensibilizzazione sul dissesto idrogeologico

 legambiente-logo-450

 

http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/il-consumo-di-suolo-in-italia-edizione-2015

 

Il suolo:

Il suolo è una risorsa dell’ambiente limitata ed esauribile, fondamentale per la vita dell’uomo e degli altri esseri viventi.

pedogenesi

Il processo di formazione e rigenerazione del suolo è molto lento e per questo motivo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile.

  • è sede di processi chimici, fisici e biologici che assolvono funzioni vitali all'intero ecosistema, rappresenta il supporto per la vegetazione, permettendo la produzione di generi alimentari, legname e altri prodotti vegetali e l'accumulo dell'energia solare
  • Costituisce inoltre l'habitat per microrganismi, piante e animali, funge da filtro che depura l'acqua e l'arricchisce di sali minerali, regola la temperatura dell'ambiente e costituisce un archivio della storia della Terra.
  • Un suolo fertile è indice di prosperità e biodiversità: in una manciata di suolo produttivo vi sono più organismi viventi che uomini sulla Terra; vermi, acari, millepiedi, lumache, coleotteri, funghi e batteri decompongono instancabilmente piante e animali morti, trasformandoli in sostanze nutritive per le piante.

 

Le Minacce

 Le principale minacce sono prevalentemente di origine antropica

  • La minaccia principale per questa risorsa è il suo consumo tramite l’edificazione.
  • Le superfici disponibili diventano sempre più esigue, si riducono gli spazi liberi a scapito della natura e del benessere individuale e collettivo con la conseguenza inevitabile di un abbassamento della qualità di vita.
  • Tra le conseguenze negative dell’uso del suolo fertile come superficie da edificare figura la perdita di suolo agricolo e la scomparsa di biotopi, zone umide, prati secchi e terreni naturali in genere che sono essenziali per la sopravvivenza delle specie animali e vegetali e quindi per il mantenimento della biodiversità.
  • In particolare negli ultimi decenni lo sfruttamento del suolo è aumentato in maniera esponenziale senza badare troppo alle conseguenze.

Consumo-di-suolo

http://www4.ti.ch/dt/da/spaas/ugras/temi/protezione-del-suolo/suolo/cose-il-suolo/struttura/ 

In Italia il consumo di suolo procede a ritmi forsennati (7/8 mq al secondo, in svizzera 1,3) e l’agricoltura è il settore più penalizzato dalla cementificazione selvaggia: tra il 2008 e il 2013 il 60% del consumo di suolo ha sottratto terreni alle coltivazioni. Il 22% del consumo di suolo è avvenuto a svantaggio delle aree aperte urbane mentre il 19% ha compromesso aree naturali e zone costiere.

Il consumo irrazionale e intensivo di suolo porta a squilibri, molto spesso drammatici nell'assetto idrogeologico di un territorio. Solo nel 2014 ci sono stati 33 morti per frane e innondazioni e circa 10.000 sfollati. I costi dell'emergenza sono da 3 a 5 volte maggiori rispetto ai costi di prevenzione. La stessa corte dei conti annota che la politica di tutela del territorio continua a destinare gran parte delle risorse disponibili all'emergenza anzichè ad una effettiva opera di prevenzione.

Tra le cause del dissesto oltre la cementificazione e l'impermeabilizzazione del suolo c'è l'abbandono e lo spopolamento di vaste aree di territorio. Piani territoriali inadeguati frantumano fondi e poderi rendendoli inadeguati e improduttivi e rendendo difficoltosa la prevenzione e l'insediamento di presidi stabili.

Ripensare i modelli economici

-> maggiore occupazione in particolare giovanile (il sistema attuale non riesce a creare nuovi posti di lavoro)

--> formazione, maggiore cultura umanistica, scientifice e tecnica

--->

 

 

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Lerici Smart City - 3 Ottobre 2015

Ambiente, Energia, Territorio: costruiamo Città e Comunità intelligenti

(fare la cosa giusta al momento giusto)

legambiente-logo-800

 

 

smartcity-001

AgID Città e Comunità intelligenti

Per accelerare il processo di realizzazione di smart city e communities favorendo la nascita e la replicazione di buone pratiche , l’art. 20 del DL 179/2012 definisce un modello di governance ed una serie di azioni tecniche sotto il coordinamento dell'Agenzia. La sfida è costruire un nuovo genere di bene comune: infrastrutture tecnologiche e immateriali che mettano in comunicazione persone e oggetti, integrando informazioni e generando intelligenza, producendo inclusione e migliorando la vita del cittadino ed il business per le imprese, anche attraverso azioni di promozione della social innovation.

 

 

Quali sono le metriche

http://www.icitylab.it/il-rapporto-icityrate/cose/ ...

Quali dovrebbero essere gli indicatori

Leggi qui

Adozione di Open Data (Ckan) (vera infrastruttura della città intelligente per potere operare nel migliore quadro di conoscenza possibile)  e Standard OCG

WiFi Libero (e gratuito)

Realizzazione di progetti di Augmented Reality a supporto del turismo, iniziative di crowdfunding, crowdsourcing con azioni di comunità a supporto delle decisioni, adozione della direttiva INSPIRE (informazione territoriale e minitoraggio ambientale (DL32/2010)) servizi pubblici fruibili in rete e via app, livello di partecipazione(scala di Arnstein) ... bellezza, legalità.

Senza dimenticarsi della Città per concentrarsi troppo sulle tecnologie.

 

 

Link

territorio http://www.legambiente.it/temi/territorio

PAES Lerici

Ma siamo pronti ad usare tutta questa tecnologia? guarda qui

OCSE-PIAAC

http://www.irasenazionale.it/editoria/16-in-evidenza/43-rapporto-ocse-sul-piano-digitale-nazionale

 

CIVICUS Monitor Findings Report

http://www.civicus.org/index.php/media-resources/reports-publications/2632-civicus-monitor-findings-report

Global Risk Report

https://www.weforum.org/reports

 

 

stato di utilizzo e integrazione delle reti di distribuzione http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/14/277-14.pdf

 

Tema: L’era del cambiamento
Green society e bellezza, forza dei territori e innovazione, lavoro ed economia sociale, volontariato e partecipazione, legalità e pace: l’ambiente è al centro del cambiamento per restituire speranza alle persone e alle comunità, per rilanciare l'Europa nel Mediterraneo, per condividere il futuro.

 

 

Di cosa parliamo:

Smart ... , Open data, IOT

scambio sul posto e scambio sul posto a distanza, una opportunità per i comuni

http://www.gse.it/it/Ritiro%20e%20scambio/Scambio%20sul%20posto/Pages/default.aspx

 

stato di utilizzo e integrazione delle reti di distribuzione http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/14/277-14.pdf

La bolletta elettrica spiegata

Glossario

 

Obiettivi:

PAES: monitorare costantemente lo stato di avanzamento. Tavolo di lavoro sulle strategie e sulle azioni in corso

Sportello Energia e audit energetico

Allegato energetico al Regolamento edilizio

Spezia 2020

 

 

 

 

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Da Guardare

BES: Benessere Equo e Sostenibile http://www.misuredelbenessere.it/

NOI Italia http://noi-italia.istat.it/

Costa Ligure tra degrado e rapina

1. Rapporto Goletta Verde 2014  http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/il-bilancio-di-goletta-verde-2014-sullo-stato-di-salute-del-mare-italiano

2. il Club delle Vele . buone pratiche per un turismo sostenibile http://www.ilgiunco.net/2014/10/29/turismo-sostenibile-in-maremma-la-firma-della-carta-nazionale/

3. Slocca Italia 2014 http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2014/10/SbloccaItalia2014.pdf

 

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SIOPE

sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici

SIOPE

Il SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), è un sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche, che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d'Italia e l' ISTAT, in attuazione dall'articolo 28 della legge n. 289/2002, disciplinato dall’articolo 14, commi dal 6 all’11, della legge n. 196 del 2009.
Il SIOPE risponde all'esigenza di:
  1. migliorare, rispetto al precedente sistema di rilevazione dei flussi di cassa di cui all’articolo 30 della legge n. 468 del 1978, la conoscenza dell'andamento dei conti pubblici, sia sotto il profilo della quantità delle informazioni disponibili, sia sotto il profilo della tempestività;
  2. superare attraverso una codifica uniforme per tipologia di enti, le differenze tra i sistemi contabili attualmente adottati dai vari comparti delle amministrazioni pubbliche, senza incidere sulla struttura dei bilanci degli enti in questione.

In particolare, a seguito dell'emanazione del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 23 dicembre 2009, concernente il superamento della rilevazione trimestrale dei flussi di cassa, la rilevazione SIOPE costituisce la principale fonte informativa per la predisposizione delle relazioni trimestrali sul conto consolidato di cassa delle amministrazioni pubbliche da presentare alle Camere ai sensi dell'art.14 , comma 4, delle legge n. 196/2009.

 

 

www.openbilanci.it

I Bilanci di tutti i Comuni Italiani e i Sindaci a cui chiedere conto

 

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Studio Sentieri - Terra dei Fuochi

Lo studio sulla cosiddetta "Terra dei Fuochi”"individuata in 55 comuni nelle province di Napoli e Caserta) e sui comuni del SIN di Taranto (Taranto e Statte), affidato dal Parlamento all’Istituto Superiore di Sanità con la Legge n°6 del 6 febbraio 2014, avviatosi a febbraio e conclusosi a maggio, nei tempi previsti dal legislatore, è stato realizzato con lo scopo di rilevare eventuali eccessi di mortalità, incidenza oncologica e morbosità stimata attraverso i dati di ospedalizzazione, riferibili all’esposizione a contaminanti ambientali.

Principali risultati sulla TdF

  • Il quadro epidemiologico della popolazione residente nei 55 comuni TdF è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell’ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale ( che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani). Nell’insieme dei comuni della TdF della provincia di Napoli (32 comuni) e della provincia di Caserta (23 comuni) la mortalità generale è in eccesso in entrambi i generi. Nella provincia di Napoli SMR 110 per gli uomin i e 113 per le donne. Nella provincia di Caserta SMR 104 per gli uomini e 106 per le donne.

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